Social network addictedLe 10 risposte che la gente da’, prima di ammettere di dipendere dai social network

Hai mai affermato di non essere dipendente da Facebook? Se lo hai fatto ed hai più di 500 amici forse sarebbe il caso di leggere quanto segue. Magari scopri il contrario.

  1. “Non sono dipendente da Facebook!”
    Se hai risposto in questo modo a qualcuno che ti faceva notare di essere dipendente da Facebook, o da Twitter, probabilmente lo sei! Pensa attentamente a quanto tempo spende su questi social network, Posizionamento sito web officinaseoquanto li utilizzi.
  2. “Bella fotografia. Questa le metto come immagine del mio profilo!”
    Penso l’hai sentito dire diverse volte, oppure sei stato tu stesso a dirlo. Qualcuno scatta una foto di una persona in una situazione divertente o particolarmente sexy. Ma non appena lo hai detto, lampeggia uno sguardo interrogativo attraverso i loro occhi … “Penso a Facebook tutto il giorno?” La risposta è sì.
  3. “Ancora non hanno messo le fotografie su Facebook della festa di ieri sera, o della gita fuori porta “
    Ti sei svegliata presto per vedere se qualcuno ha messo online delle fotografie in cui sei taggata. Facebook OfficinaseoNessuno deve taggarti in una foto in cui sei terribile? Controlli ogni 5 minuti per essere sicura? Sei dipendente da Facebook! Vai bere un po’ d’acqua e rimettiti a dormire, forse è meglio non credi?
  4. “Facebook è importante per molte cose, se ci pensi.”
    Sei fra coloro che non perdono occasione per difendere Facebook in molte occasioni. Hai le tue ragioni, sempre coerenti. Quando ci sono persone persone che non ne sono coinvolte, spieghi come è fondamentale per non perdere il contatto con amici, parenti e conoscenti. Twitter Officinaseo uoi sapere cose che, altrimenti, non sapresti o potresti apprendere molto tempo dopo. Sei solo dipendenti da Facebook.
  5. “Si! Ho 2000 amici su Facebook! Ho 2000 followers su Twitter ed altrettanti su Youtube! “
    Nessun commento è necessario qui! Stai giocando un gioco pericoloso che non ha nulla a che fare con gli amici veri. Ricordatelo! Prova a pensare con quanti di loro hai realmente un’amicizia o hai un contatto frequente, anche solo per dirvi “Ciao, come stai?”
  6. HFacebook likeai letto il commento di Mario alla foto di Anna ? E lei ha messo “mi piace”
    Se sei eccitato, parlando di come ad uno dei tuoi amici è piaciuto solo il commento di un altro amico sulla bacheca di un’altra persona, allora sei uno stalker e probabilmente sei tra coloro che sono “dipendenti da Facebook”. Ci sono sicuramente alcune persone non dipendenti, che possono essere incuriosite da alcuni commenti in merito ad un argomento, ma se provi soddisfazione in questo genere di commenti, sei completamente assorbito nel mondo di Facebook.
  7. Zynga gamesStavo andando a comprare 50 crediti per FarmVille, ma ho visto che se ne avessi acquistati 2000 avrei speso poco di più.
    La dipendenza dai giochi di Facebook inizia semplicemente, ma cresce con velocità folle, una volta che se ne rimane coinvolti. Cresce di sicuro più velocemente il portafoglio di Zynga. Se stai acquistando 2000 monete d’oro, o crediti per un gioco online, probabilmente sei dipendente da questo gioco. Fermati a pensarci.
  8. “Lascio Facebook.” O “Io odio Facebook.”
    Poi ti rendi conto che non è possibile, perché ci sono i tuoi amici e non sapresti più Social marketing Facebook osa accade. Loro ci sono perché tu dovresti lasciarlo?
  9. “Scordarsi delle mail, del telefono, degli sms. Ti ho scritto su Facebook.”
    I giovani di tutto il mondo, e non solo loro, stanno pian piano smettendo di usare e-mail, sms e telefono in genere, per utilizzare la messaggistica di Facebook. Lo stai facendo anche tu? Probabilmente stai ammettendo che la tua vita è ora su Facebook.
  10. “Arrrghh! Perché non hanno una chat di gruppo su Facebook? “
    Se sei che arrabbiato per questo, sei legato a Facebook a tal punto che non sei nemmeno capace di considerare l’utilizzo di altre forme di comunicazione (o di trasporto per vedere effettivamente i tuoi amici), allora sei Addicted!

Social Network contro sessoE’ di queste ore la pubblicazione di uno studio condotto dall’Università di Chicago secondi cui la tentazione di leggere, sbirciare e rispondere al discussioni sui social, prevarica il il desiderio di fare del sesso o di accendersi una sigaretta.

I Social Network sono meglio del sesso. La monotonia del partner fisso, ma non solo, spingerebbe il 42% degli intervistati a non resistere al Social, anziché passare una serata di fuoco con il partner. Sembra che solo l’11% del campione esaminato la pensi diversamente.
Lo studio è stato condotto in Germania, su di un campione di 250 adulti fra i 18 ed i 35 anni. La ricerca prevedeva un contatto ripetuto durante la giornata, tramite SMS  in cui i ricercatori ponevano una domanda specifica, ovvero, di descrivere quali fossero i desideri provati nella mezz’ora che aveva preceduto il messaggio.

Social marketing FacebookAl primo posto, nelle risposte degli intervistati c’è il cibo. Il dormire segue a ruota insieme al bere, non bevande alcoliche. Al quarto posto troviamo il desiderio di usare un Media e, tra questi, ben il 71% ha desiderato di voler controllare la posta elettronica e ben il 65% di voler andare sui Social Network.

Un ulteriore richiesta è stata posta a coloro che hanno partecipato al test: provare a resistere al desiderio che avevano espresso ma, nel 42% dei casi, la richiesta ha avuto seguito negativo quando verteva sul dover rinunciare ala sbirciatina alla propria bacheca di Facebook. Il 22% di coloro che desideravano il cibo non ha resistito. Solo l’11% di coloro che desideravano fare del sesso non è riuscito a resistere.

Fumare contro Social Network

L’uomo è un animale sociale e l’avvento dei social network non fa’ altro che dimostrarlo. Meglio scambiarsi delle foto di una vacanza, o scegliere il ristorante in cui cenare, od organizzare un capodanno con gli amici, che fare del sano sesso.

Forse le aziende legate al business del sesso dovrebbero modernizzarsi ed approcciare ai social network per non soccombere.

Sull’argomento si è lanciata anche la rivista Psychological Science, che asserisce invece che l’irresistibile voglia di dare un’occhiata al proprio profilo per vedere cosa accade nel web, abbia la meglio persino sul desiderio di una sigaretta. E forse questo è un bene aggiungiamo noi. Facebook e Twitter diventeranno il nuovo metodo per smettere di fumare? Ce lo auguriamo.

Chi si occupa da tempo di realizzazione e posizionamento di siti web, ricorderà sicuramente il momento in cui arrivò il primo algoritmo. La “Google Dance, “ si presentò come un cambiamento delle regole ogni mese, a volte in maniera considerevole, con notevoli ripercussioni sui posizionamenti. Pian piano, e non senza aver mietuto le sue vittime, la Google Dance finì ed in pochi avranno pensato che questa danza si potesse ripresentare. In questi ultimi mesi la danza è ripresa e sembra che questa volta, più che una ballata, sia un pezzo rock, con sconfinamenti con l’Heavy Metal.
Google SERP

Il nome coniato all’epoca venne attribuito al modo in cui Google, e le sue SERP, sembravano ballare al momento in cui entrò in azione l’algoritmo di controllo delle pagine dei risultati delle nostre ricerche. Da un momento all’altro, una pagina di risultati per una determinata ricerca, vedeva il giorno seguente un risultato completamente diverso da quello precedente. Questi cambiamenti sono proseguiti per diversi giorni, per poi stabilizzarsi su risultati del tutto diversi, o comunque fortemente diversi, da quelli ottenuti prima dell’algoritmo.

Questa digressione ci porta al periodo attuale, a quando cioè è stato lanciato l’ultimo algoritmo di Google, chiamato Penguin.
Qualcuno potrebbe pensare che questo sia un cambiamento senza precedenti ma, come abbiamo descritto in precedenza, ci sono stati cambiamenti ben più importanti, e penalizzanti.

Google dance

Torniamo alla Google Dance. Pochi mesi dopo la danza si calmò, fin quasi ad arrestarsi. Il motivo lo possiamo trovare nel termine dei ripetuti cambiamenti dell’algoritmo, sostituiti da una ottimizzazione graduale e costante dello stesso. Lo stesso Matt Cutts ha spiegato questo cambiamento dicendo che Google stava facendo un sacco di piccoli cambiamenti, e la danza è diventata meno evidente.

Di tanto in tanto, nuovo algoritmi vengono aggiunti e, a volte, hanno causato degli scossoni. Alcuni addirittura avuto nomi come “Vince” o “Mayday”. Google stesso ha dato il nome ad alcuni di questi aggiornamenti, nel corso degli anni. Una danza mensile si è praticamente protratta fino a quando l’aggiornamento chiamato Panda è arrivato.
Panda news Officinaseo
L’aggiornamento Panda è stato calibrato per i contenuti di bassa qualità. Piuttosto che essere parte dell’algoritmo regolare, costantemente in esecuzione, Panda è un filtro che viene utilizzato periodicamente.
Poche settimane più tardi, dopo che il filtro è stato adattato nel modo che Google ritiene migliore, tutto è setacciato di nuovo. Alcuni siti potrebbero sfuggire alla ricerca; nuovi potrebbero rimanere intrappolati, ma in ogni caso questo cambiamento provoca effettivamente una nuova danza, che possiamo chiamare Panda Dance.Ogni due di settimane circa, Google passa al setaccio tutti i siti di cui è a conoscenza, attraverso il filtro Panda. Ciò che viene contrassegnato come contenuto di bassa qualità, viene inserito in una classifica di rischio e tenuto sotto osservazione. Nel caso si confermi la bassa qualità la pagina del contenuto viene declassata nelle SERP.

PenguinL’aggiornamento Penguin, l’ultimo introdotto, è sempre un filtro su base periodica, come Panda. Questo è il motivo per cui Google dice che non è possibile richiedere la “riconsiderazione” se si è presi da esso. L’unico modo per uscirne, e non senza lunghi periodi d’attesa, consiste nel rimediare agli errori per cui si è stati catturati dal filtro Pinguino. Quando il filtro si aggiorna e voi avrete rimosso le condizioni di penalizzazione, potreste essere depenalizzati.

Google continua a cambiare l’algoritmo di Panda per farne un filtro migliore, alla costante ricerca di contenuti di bassa qualità, cercando di evitare il più possibile i falsi positivi. Allo stesso modo, il filtro Pinguino viene ottimizzato per catturare meglio i siti coinvolti nello spamming e, in questo caso, senza molti falsi positivi.

A differenza di Panda, però, l’aggiornamento del Pinguino non è avvenuto su base mensile, per quanto ne sappiamo, almeno. Google ha annunciato il primo aggiornamento Penguin a fine aprile, ed il secondo a fine maggio. Poi la pubblicazione mensile si è fermata, o forse è continuato ad andare, ma Google non ha annunciato nulla e nessuno se ne è accorto.Google non sempre annuncia queste cose.

Come si può uscire dalle penalizzazioni? Se non sai quello che hai fatto di male, non è possibile effettuare gli sforzi giusti per sistemare le cose. Non ha senso cercare di ripulire i backlinks (per compiacere il filtro Penguin) se il problema è la scarsa qualità dei contenuti.

Non sappiamo se ci sono altri filtri che vengono eseguiti. Abbiamo avuto “Top Heavy” update, che penalizza i siti con troppi annunci pubblicitari. Abbiamo avuto Panda, che viene eseguito su base periodica, e che probabilmente è stato aggiornato più volte da quando è stato lanciato, e potrebbe aver causato alcuni balli, ma questi non sono stati annunciati da Big G.
Google Penguin Update
Recentemente abbiamo avuto la “Pena di Pirata“, che colpisce i siti che sembrano essere coinvolti nella violazione del copyright. Google non ha detto se questa penalizzazione è valutata su una base periodica con Panda, Penguin e Heavy Top, ma la cosa sembra probabile. Se è così, ogni volta che viene aggiornato l’algoritmo, non ci sarà un ballo per quei siti che sono influenzati da quella danza. Non sappiamo il perché, a meno che Google non lo dica direttamente solo a loro.

In sintesi, non ci troviamo solo nel proseguimento, nello strascico, della Google Dance ma, ora, abbiamo diversi algoritmi che hanno effetto in tempi diversi. Quando i risultati ballano al ritmo di Panda, di solito lo sappiamo, ma non sappiamo se è per via di Penguin, di Top Heavy, di Pirata o di qualche altro filtro di cui ancora non sappiamo e che Google tiene per se.

Per gli editori, questa è una cosa negativa. Non è possibile risolvere il problema in modo corretto se non si sa cosa sia.

Un suggerimento: mentre la Google Dance è tornata e lo sta facendo in vari modi, non c’è bisogno di andare fuori e ballare con lei. Quanto più si tiene fede alle migliori pratiche in SEO e si evitano le tecniche rischiose, meno è probabile che Google voglia di giocare con i vostri posizionamenti nelle SERP.

Nel nostro lavoro capita spesso che, anche clienti che rimarranno tali, ci chiedano di sapere di più sulla SEO, di cosa si stratta, come si fa’, come si inizia a lavorare in questo campo.

La prima cosa che chiedo a chi mi rivolge questa domanda è “Quanto sei curioso?”.

La curiosità è alla base di questo lavoro, fatto spesso di sorprese e di piacevoli scoperte. Capita di navigare siti web e trovare, fra le righe, consigli ed ovvietà, alle quali non avevamo pensato prima. Accade ancora più frequentemente che si sbatta la faccia su un problema che sembra insormontabile, e che si passino ore, o a volte giorni, a cercare la soluzione al nostro problema. E poi? Cosa accade? Accade spesso, direi quasi sempre, che la risposta al nostro quesito sia già presente e che bisogna avere la costanza di cercarla.

La rapida evoluzione del web, delle sue regole, degli algoritmi che lo regolano, non ci permette di abbassare la guardia. L’aggiornamento e l’informazione sono fondamentali e dedico personalmente almeno mezza giornata a settimana a questo importante elemento del mio lavoro.

Per iniziare ad apprendere le nozioni di base del SEO ci sono vari sistemi. La ricerca online è uno di questi, i corsi di formazione ne è un altro ed è, a mio avviso, il modo migliore per iniziare. Esistono vari corsi di formazione: in aula, online, video corsi.
Ho seguito vari corsi, siano essi di formazione che di aggiornamento, e continuo a farlo costantemente. I corsi sono un costante motivo di confronto, oltre che di apprendimento per chi è all’inizio. Durante un corso si fugano i dubbi, si scambiano opinioni e si apprendono diverse metodiche di lavoro che, talvolta, possono aiutarci a superare quegli ostacoli di cui abbiamo parlato in precedenza.

Per chi deve iniziare il proprio percorso da zero, o quasi, mi sento di consigliare i corsi di Madri. Ne ho frequentati diversi e continuo ogni anno a vivere l’esperienza dei workshop che organizza. Google sta chiudendo i rubinetti al Seo fai da te, penalizzando chi non segue esattamente le sue linee guida. Sapere come fare Seo e cosa NON fare, vuol dire fare un buon lavoro in ogni caso.

Se non avete tempo ne soldi per seguire un corso, potete iniziare da questi pochi, ma basilari concetti di base. Cosa deve saper fare un SEO?

  • Contenuti ricchi e pertinenti

    Deve saper trasmettere al proprio cliente la voglia di fare un web pulito, ricco di contenuti, che generi link naturali ai suoi stessi contenuti. Se riuscite a convincere il vostro cliente ad investire sul copywriting siete già a metà del percorso.

  • Scrivere per il web

    E’ importante, come per un bel libro, saper scrivere per chi ci legge. Sono importanti i titoli, i grassetti, l’enfatizzazione di una frase o di una parola, le immagini, il filo logico, i paragrafi. Come si scrive un libro? Aprite l’indice di un buon libro e noterete come la struttura di un libro e quella di un sito web siano molto simili.

    Un esempio di come scrivere un contenuto per un sito web